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OMAGGIO A GUSTAVE CAILLEBOTTE ( Parigi, 19 AGOSTO 1848 – Gennevilliers 21 FEBBRAIO 1894)

Il post di oggi raccoglie la collaborazione di entrambi gli autori del blog: Filippo Musumeci e Emanuela Capodiferro.

“Caillebotte dipingeva interni molto belli, con una forte carica psicologica, che riflettevano la coercizione e la repressione a cui era sottoposto il suo ambiente sociale. Sapeva rappresentare con grande efficacia il legno, che sulla tela diventava materia viva, tattile. […] Negli anni immediatamente successivi, durante i quali rimase sempre in stretto contatto con gli amici impressionisti, realizzò alcuni dei suoi dipinti migliori: belle immagini della vita di una Parigi in trasformazione, scene di strada con imbianchini e muratori al lavoro, famiglie borghesi che prendevano il fresco sul pont de l’Europe. […] I suoi lavori avevano una qualità limpida, architettonica, e un realismo unico nel raccontare la vita urbana. Caillebotte era uomo schivo e riservato, ma alla sua maniera – con discrezione – era devoto alla causa del movimento, tanto che Renoir gli riconobbe il merito di essere stato il primo mecenate dell’impressionismo, nel senso che aiutava gli artisti senza alcuna idea di speculazione: <<Tutto ciò che voleva era aiutare gli amici. E lo faceva in maniera molto semplice: comprava solo le tele che considerava invendibili>>. (Sue Roe, “Gli Impressionisti”).

Trovo molto opportuno riprendere questa citazione perché lascia emergere la particolarità di Cailebotte rispetto agli altri impressionisti. La passione per gli interni, per il realismo, per la trattazioni psicologica e sociologica dei suoi soggetti, al di sopra degli effetti di luce e per la fusione atmosferica di luce, colori e soggetti che tanto centrale è per gli impressionisti più rappresentativi.

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I piallatori di parquet, G. Caillebotte, 1875, Museo d’Orsay, Parigi

I piallatori di parquet è uno sguardo sul quotidiano delle classi lavoratrici, sulla semplicità del loro vivere ma anche sulla cura del lavoro. Possiamo ammirare uno stile del tutto personale che mescola un’accademica modalità di strutturare le figure nello spazio, un forte realismo unito all’attenzione meticolosa per i dettagli e una mirabile resa delle luci e delle ombre che sicuramente nasce dallo studio delle opere impressioniste di cui Caillebotte è un generoso mecenate.

Incantevole è la resa della “consistenza” della pioggia in Strada di Parigi in un giorno di pioggia: 

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Strada di Parigi in un giorno di pioggia, G. Cailebotte, 1877, Art Institute, Chicago

Anche in quest’opera vi è un attento studio compositivo e prospettico, ma tutto sembra perfettamente naturale, come lo scatto di un’istantanea fotografica. Pare quasi di poter sentire il profumo della pioggia fondersi con gli odori della città, il ticchettio delle gocce sugli ombrelli fare da sfondo alle chiacchiere dell’alta borghesia.

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I VOLTI DELL’ANIMA: OMAGGIO A JAMES TISSOT

I VOLTI DELL’ANIMA: OMAGGIO A JACQUES-JOSEPH TISSOT, detto JAMES TISSOT (Nantes, 15 ottobre 1836 – Chenecey-Bouillon, 8 agosto 1902), nell’anniversario della nascita.

di Filippo Musumeci

JAMES TISSOT
Dopo aver studiato nelle migliori istituzioni di Nantes, sua città natale, consacrate alle discipline artistiche, si trasferisce a Parigi ed entra all’École des Beaux-Arts con la presentazione di Louis Lamothe, allievo di Ingres, frequentando, inoltre, il Louvre come copista.
Nel 1862, durante il suo soggiorno in Italia, conosce Whistler e Degas, i due modelli primari della sua produzione artistica matura. Rientrato a Parigi apre la sua pittura a soggetti moderni, manifestando una spiccata attenzione per la resa degli abiti e dell’atteggiamento dei modelli.
Nel 1871 si trasferisce a Londra, orientando la sua pittura verso gli usi e i costumi della società contemporanea, sulla scia del Naturalismo francese e dei soggetti, già, affrontati dai giovani artisti impressionisti, come Manet, Monet, Renoir e l’amico Degas. Il desiderio di acquisire una fama certa lo spinge alla ritrattistica borghese industriale, creando, così, uno stile singolare, ispirato alla ritrattistica inglese del Settecento, ma adeguato alle esigenze della nuova classe emergente. Le sue ambientazioni spaziano dai marittimi fluviali agli scenari urbani con indicazioni esatte di monumenti, oppure a contesti sociali dell’elegante vita borghese, quali balli e ricevimenti.
Muore a Bouillon, Doubs nel 1902.

I VOLTI DELL’ANIMA: OMAGGIO A HENRI-MARIE-RAYMOND DE TOULOUSE-LAUTREC

I VOLTI DELL’ANIMA: OMAGGIO A HENRI-MARIE-RAYMOND DE TOULOUSE-LAUTREC

(Albi, 24 novembre 1864 – Saint-André-du-Bois, 9 settembre 1901) nell’anniversario della morte.

“Ho cercato di esprimere il vero, non l’ideale. Forse è un errore, perché non so risparmiare i difetti, anzi mi diverto a scoprirli in divertenti caricature, a farli risaltare, a metterli in evidenza”.
(Henri de Toulouse-Lautrec)

HENRI TOULOUSE-LAUTREC