I VOLTI DELL’ANIMA: OMAGGIO A THEODORE CHASSERIAU

I VOLTI DELL’ANIMA: OMAGGIO A THEODORE CHASSERIAU (Sainte-Barbe-de-Samaná, Repubblica Dominicana, 20 settembre 1819 – Parigi, 8 ottobre 1856) nell’anniversario della morte.

di Filippo Musumeci

Théodore Chasseriau nacque il 20 settembre 1819 a Sainte-Barbe-de-Samanà (Repubblica Dominicana), un tempo colonia, da un funzionario di stanza e da una discendente di creoli, ma appena due anni dopo, nel 1821, la famiglia Chasseriau si trasferirà nella capitale francese, ove nel 1830 Théodore inizierà il suo apprendistato quadriennale nell’atelier di Ingres. Qui il giovane pittore romantico acquisirà la lezione del disegno e i canoni della pittura storico-letteraria. L’esordio al Salon avviene nel 1836, esponendo i ritratti dei familiari e “Il ritorno del figliol prodigo” (oggi a Le Havre, Musée André Malraux).
Nel biennio 1836-38 il pittore raccoglierà in un carnet immagini e appunti ispirati ai drammi shakesperiani, di “Macbeth”, “Re Lear” e “Otello”, tradotti poi, nel 1844, in un ciclo litografico non esente della forza evocativa dell’Amleto di Delacroix dell’anno precedente, 1843, specie per “Otello”, liberamente ispirato, a sua volta, all’opera di Gioacchino Rossini, messa in scena in lingua francese nello stesso 1844.
Il 1839 segna il ritorno al Salon con “Venere marina” e “Susanna al bagno” (oggi al Louvre di Parigi), accolte con successo; e nuovamente l’anno successivo, 1840, con il “Gesù nel giardino degli olivi” (Chiesa di Saint-Jean d’Angély). Tra il luglio 1840 e il gennaio 1841 Chasseriau compirà un breve viaggio in Italia, tappa obbligata per gli artisti di età moderna.
Ritornato a Parigi garantirà la sua presenza al Salon negli anni 1841, 42, 49, 52, ricevendo importanti commissioni, come quella del 1844 del ciclo allegorico di affreschi per lo Scalone della Corte dei Conti (in gran parte distrutto dall’incendio durante la Comune nel 1871), opera che influenzerà in modo significato lo stile del grande simbolista francese Pierre Puvis de Chavannes.
Nel 1846 Chasseriau viaggerà in Algeria dando forma a lavori dai colori squillanti e fortemente contrastati.
L’insuccesso insperato delle litografie dedicate all’Otello spingeranno il pittore a tradurne su tela per il Salon del 1849 alcune scene, come “Desdemona si toglie le vesti” (Louvre di Parigi); operazione ripetuta per quello del 1852 con scene tratte dal “Macbeth”, come “Macbeth ha l’apparizione degli spettri del re” (1849-54, Musée des Beaux-Arts di Reims), rifiutato all’Esposizione Universale del 1855, e “Macbeth incontra le tre streghe” (1855, Louvre di Parigi).
In questi anni Chasseriau si dedicherà a numerosi ritratti e soggetti esotici, come il celebre “Tepidarium” (1853, Musée d’Orsay).
Il carattere arcaico ed evocativo delle sue composizioni eserciterà un’influenza significativa nelle opere dei simbolisti francesi Gustave Moreau, Olidon Redon, Gustave Doré e, su tutti, come già detto, Pierre Puvis de Chavannes.
Théodore Chasseriau, ancora trentasettenne, si spegnerà a Parigi l’8 ottobre 1856.

THEODORE CHASSERIAU

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